1 ) Tutto inizia il 4 ottobre 2017, quando il Consiglio comunale di Lodi approva la Delibera n. 28
“Modifica artt. 8 e 17 del vigente Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate”, inserendo
all’articolo 8 un comma in cui si chiede ai cittadini extra-comunitari che necessitano di accedere alle
prestazioni sociali agevolate (i servizi comunali non a tariffa piena), di farsi rilasciare da un consolato
o un’ambasciata una certificazione che attesti "i redditi ed i beni immobili o mobili registrati" posseduti
all’estero, nonché la composizione del nucleo familiare. La certificazione deve essere "corredata di
traduzione in italiano legalizzata dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità", e
prodotta al comune entro 30 (trenta!) giorni da quando si presenta la domanda di accesso ai servizi.
L’assessora ai servizi sociali Sueellen Belloni, nel motivare il provvedimento,
parla della modifica del
Regolamento come di un «atto dovuto» e dice che la stessa «deve essere vista come un’effettiva equiparazione
fra cittadini UE e non UE». Il capogruppo della Lega Alberto Segalini parla di cittadini italiani «vessati dal Comune»,
mentre per gli stranieri basta l’autocertificazione. «Potrei portarvi esempi di persone che sono proprietari di ville
in Egitto, ville in Marocco, ville in questi paesi, che sono proprietari di queste cose e che non dichiarano queste
loro proprietà», aggiunge.
I gruppi di opposizione avanzano rilievi sulla legittimità giuridica del provvedimento, e mostrano diversi motivi per cui
la procedura richiesta avrebbe impedito a molti dei richiedenti di accedere ai servizi agevolati, realizzando una
discriminazione dei cittadini non-comunitari. La modifica è approvata con il voto favorevole della maggioranza
(Lega + Forza Italia + liste civiche di centro destra) più la Lista Civica Lodi al centro, respingendo tutti gli
emendamenti presentati dai gruppi di opposizione (Pd, Lista Lodi civica, Lista Carlo Gendarini Sindaco, Lista Cominetti,
Lista 110&Lodi, Movimento Cinque Stelle).
La registrazione del Consiglio comunale del 4/10/2017 è disponibile
qui. E
qui il testo della delibera.
2 ) Il Regolamento è entrato in vigore il 23/10/2017, senza effetti sull’anno scolastico 2017/2018,
già iniziato.
3 ) Le modifiche al Regolamento approvate il 4/10/2017 prevedevano che il Comune avrebbe approvato l’elenco dei Paesi
in cui non è oggettivamente possibile, per le persone extracomunitarie, acquisire le certificazioni richieste dal
Regolamento stesso. Con la Delibera n. 56 del 15 novembre 2017 la Giunta comunale approva un elenco composto da solo 4
Paesi (Afghanistan, Libia, Siria e Yemen). Da successive richieste dei consiglieri comunali emerge che per redigere
l’elenco la Giunta si è basata sull’elenco
"Cargo Watch List", ossia il grado di
rischio per i trasporti navali (!),redatto dalla società IHS Markit (versione 151 del 6 ottobre 2017): la Giunta di Lodi
ha escluso i soli Paesi “oggi classificabili in un grado di rischio 'Estremo' o 'Grave' ". La Giunta ha chiesto al
Ministero degli Esteri di fornire informazioni necessarie per definire un elenco, senza mai avere risposta.
Qui il testo
della delibera di Giunta.
4 ) I gruppi di opposizione consiliari e il gruppo Lodi Comune Solidale promuovono un ricorso al Tribunale di Milano,
che viene presentato il 24 aprile 2018 da due associazioni di Milano, Associazione degli Studi Giuridici sull’Immigrazione e
NAGA. Il ricorso di 26 pagine è un’"Azione civile contro la discriminazione", in cui si chiede di accertare e dichiarare il
carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune di Lodi nei confronti dei cittadini non-UE. La prima
udienza si svolge il 6 novembre 2018 presso la Prima Sezione Civile del Tribunale di Milano.
Qui una sintesi delle motivazioni del ricorso.
5 ) I gruppi di opposizione consiliari chiedono in diverse occasioni, fra cui una Commissione consiliare Welfare, di
eliminare la modifica del Regolamento introdotta il 4/12/2017, ricevendo sempre dinieghi. Il 18 luglio 2018 i gruppi di
opposizione consiliari (compresa d’ora in poi la lista civica Lodi al centro) presentano una proposta di delibera per
chiedere la modifica del Regolamento. La proposta, che avrebbe dovuto essere discussa nel Consiglio Comunale convocato
per il 1°agosto 2018, non viene accettata per motivi formali, inizialmente per la mancanza di firme autografe sulla richiesta,
quindi per la mancata previsione dell’impatto sul bilancio comunale dell’eliminazione della contestata modifica del Regolamento.
Nella relazione di accompagnamento della proposta di delibera, i gruppi di opposizione fanno presente come “dopo più di 7
mesi dall’entrata in vigore del Regolamento solo 4 famiglie sono riuscite a produrre la documentazione richiesta” mentre
“circa 90 famiglie non sono invece riuscite a produrla. Si consideri inoltre che tante altre famiglie non hanno neppure
provato ad acquisire la documentazione richiesta, stante la difficoltà o impossibilità del trovare un soggetto in grado di rilasciarla”.
Il 6 agosto 2018 i gruppi di opposizione consiliari presentano quindi una nuova proposta di delibera per la modifica del Regolamento.
6 ) Il 12 settembre 2018 un centinaio di genitori che non sono riusciti a produrre i certificati richiesti, e che
quindi sarebbero tenuti a pagare la retta massima per scuolabus, mensa, e asili nido, decide di ricorrere ad una forma
di plateale protesta, non portando i figli a scuola. Più di 130 bambini non sono a scuola per i primi tre giorni
dell’anno scolastico.
Il 14 settembre la comunità egiziana e l’Associazione Al Rhama organizzano un presidio di protesta davanti al
Comune di Lodi.
7 ) Il 15 settembre viene costituito il Coordinamento Uguali Doveri e una settimana dopo parte la campagna
di raccolta fondi "Colmiamo la differenza”, che viene diffusa sui mezzi di comunicazione e sui social media.
8 )
Il 17 settembre, rispondendo ad una richiesta di accesso agli atti, il Dirigente comunale comunica i
dati delle domande ricevute, accettate e respinte. Sono considerate respinte, perché non in regola con la
documentazione, 254 domande su 259. In seguito sono presentate altre domande: al 1° ottobre 2018 sono 316
le domande di accesso agevolato ai servizi, di cui 177 per il servizio mensa, 73 per scuolabus, 43 per pre
e post scuola, 23 per asili nido. Le domande sono state presentate da 147 nuclei familiari, quindi circa 290
genitori provenienti da 28 Paesi. 14 famiglie hanno la nazionalità di Stati in cui il PIL pro-capite è inferiore
a 2.000 €/anno (quello dell’Italia è 38.000 euro a testa). 32 famiglie di Stati in cui il PIL pro-capite è
inferiore a 5.000 €/anno. Circa 60 famiglie di Stati in cui il PIL procapite è inferiore a 10.000 €/anno.
9 ) Il 22 settembre 2018 Riccardo Cavallero rinuncia al premio “Fanfullino d'oro” in segno di protesta
contro le decisioni della giunta Casanova. Cavallero, ex dirigente Mondadori, aveva ricevuto il premio nel 2014,
in occasione della festa patronale di San Bassiano. In una lettera indirizzata alla sindaca afferma che la
delibera di giunta relativa al servizio mense determina «una pesante discriminazione tra cittadini italiani
e extracomunitari». Dichiara inoltre: «Oggi rilevo che quei valori di armonia e inclusività in cui sono
cresciuto sono venuti a mancare e mi vedo conseguentemente costretto a restituire il riconoscimento allora
attribuitomi».
(il racconto de Il Cittadino). Casanova, in una lettera inviata al direttore del «Cittadino»
pochi giorni dopo, sostiene che quest’ultimo abbia «travisato il senso della benemerenza» e lo accusa di
«non dimostrare la dovuta riconoscenza per l’apprezzamento espresso dalla Città tutta».
(la risposta da Il Cittadino).
10 ) Il vignettista Lele Corvi, il 24 settembre 2018, dona la vignetta per il lancio della campagna “colmiamo la differenza”.
In seguito altri vignettisti sono coinvolti con l’apertura di una pagina facebook, e
regalano al Coordinamento molte vignette, che vengono diffuse sui social e mostrate nei presidi in Piazza Broletto a Lodi.
11 ) Sabato 29 settembre 2018 si svolge a Lodi la manifestazione cittadina "Tutti i bambini sono
uguali!", circa 800 persone
protestano contro il provvedimento discriminatorio dell’Amministrazione comunale.
12 ) Nel Consiglio comunale del 4/10/2018 si discute la seconda proposta di modifica del contestato
Regolamento, presentata dai gruppi di opposizione il 6 agosto. La maggioranza consiliare respinge la proposta.
La registrazione del Consiglio comunale del 4/10/2018 è disponibile
qui
, inizia da 2:00:35 con l’illustrazione delle ragioni della sospensione del Regolamento.
13 ) Il “caso mense” di Lodi acquista rilevanza nazionale, se ne occupano i giornali e le televisioni nazionali.
L’11 ottobre il programma televisivo “Piazza pulita” di LA7 con un servizio dedicato mostra nel dettaglio l’esistenza
della discriminazione nelle scuole, intervistando genitori, bambini e cittadini. Un cittadino, intervistato per strada,
commenta in questo modo: «Sindaco, brava! Sono qua a parassitare gli italiani, sono come le zecche dei cani».
La rilevanza nazionale del caso fa emergere come il “modello Lodi” sia diffuso nel nord Italia, come denunciato da
ASGI. L’associazione segnala infatti che «analoghe previsioni sono contenute in atti di associazioni di Comuni
(ad es. l’Azienda sociale sud Est Milano), mentre altre Amministrazioni hanno applicato i medesimi criteri anche
per le prestazioni disciplinate da norme nazionali, escludendo così dall’assegno famiglie numerose ex art. 65 L.
448/98 e dall’assegno di maternità di base ex art. 74 D.lgs. 151/01 gli stranieri che, pur titolari di un reddito
ISEE inferiore ai limiti di legge, non avessero presentato la citata documentazione aggiuntiva. Quanto alle Regioni,
la Lombardia ha varato una Delibera di Giunta invitando le Aziende Sanitarie Locali a conformarsi a detti criteri,
mentre il Veneto ha addirittura emanato una legge regionale (l.r. n.2/2018) nella stessa direzione».
Queste modifiche ai regolamenti, oltre ad essere illegittime, in quanto in contrasto con altre leggi dello Stato
Italiano, avanzano anche pretese che ASGI definisce «inique», «perché in molti casi lo Stato di provenienza non ha
possibilità di fornire le attestazioni richieste per mancanza di un sistema di catasto o di registri» e inoltre
illogiche «perché le possibilità di controllo dello Stato sulle dichiarazioni di italiani e stranieri inerenti le
proprietà all’estero sono assolutamente le stesse».
14 ) Il 13 ottobre 2018 Matteo Salvini, leader della Lega e Ministro degli Interni, in una dichiarazione
all’ANSA, si scaglia contro
i «furbetti» extracomunitari:
«Non devono esserci furbetti: tutti devono pagare, tutti devono essere trattati alla stessa maniera… Il fatto che
qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un
insulto a genitori italiani e stranieri,
che invece pagano quello che devono. Quindi fa bene qualunque sindaco, e l'hanno fatto anche quelli di sinistra a
chiedere che non ci siano genitori furbi e altri meno furbi».
15 ) L’eco delle proteste per la paradossale situazione vissuta dalle famiglie straniere a Lodi arriva in
tutta Italia: ne parla Ezio Mauro, su
«La Repubblica», ne parla il
«Corriere della Sera»,
«Il Giorno» dedica la prima pagina alla manifestazione,
Oscar Giannino rilancia la notizia su Twitter.
Negli stessi giorni la notizia esce su molti quotidiani, tra i quali:
«La Stampa»,
«Scuola Informa»,
«Il Messaggero»,
l’«Huffington Post»,
«Il Mattino» e
«Wired».
La grande eco mediatica porta ad una campagna di solidarietà nazionale con anche versamenti per la
campagna di sostegno “Colmiamo la differenza” del Coordinamento, che il 14 ottobre 2018 alle ore 15:00 dichiara
raggiunto l’obiettivo e invita a sospendere i versamenti. Le donazioni totali complessivamente ricevute per la
campagna ammonteranno a 145.000 euro (da
Il Post).
16 ) Il 15 ottobre 2018
Emanuele Coti Zelati, consigliere comunale di Crema, durante una seduta del consiglio,
invita i suoi colleghi a firmare la sua Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lodi, segnalando che
«quello che sta accadendo nel Vs. Comune in relazione alla vicenda del mancato accesso ai servizi della mensa e
del trasporto per la scuola pare, a chi scrive, in palese contraddizione con quanto sin qui espresso, con i valori
portanti della Costituzione e, più in generale, con il senso di giustizia, solidarietà e cura a cui ogni bambino ha diritto».
Nello stesso periodo il quotidiano online Fanpage.it dà voce ai «genitori italiani che si ribellano» ai provvedimenti della giunta leghista.
La lettera è firmata da ben 150 famiglie: «Chiediamo quindi che a tutti i bambini sia garantito l’accesso alla mensa e,
se non è possibile dare loro un pasto, chiediamo che siano condivisi con loro i pasti dei nostri figli» (
Fanpage.it).
17 ) La Giunta Comunale di Lodi il 17 ottobre 2018 pubblica una delibera (n. 114) con cui introduce alcuni
“correttivi” al Regolamento in materia di accesso alle prestazioni sociali, creando in realtà solamente maggiore confusione,
come segnalato da
ASGI. In particolare: «il termine di 18 mesi di
validità della certificazione è fissato in modo del tutto arbitrario e incerto»; «non vi è alcuna certezza che le
rappresentanze diplomatiche intendano rilasciare le dichiarazioni di impossibilità o di “parzialità” delle dichiarazioni
di impossidenza»; il dirigente comunale dovrebbe - non si sa secondo quale criterio - valutare la “presumibile inesistenza
di patrimonio o di reddito”; i Paesi “in stato di belligeranza” per i quali si darebbe comunque corso alla richiesta
dovrebbero essere accertati dal funzionario comunale mediante verifica presso i “Ministeri competenti”. Come sostenuto da
ASGI, l’amministrazione comunale era arrivata, con questi aggiustamenti, alla «totale distorsione dell’azione amministrativa,
con violazione dei più elementari principi di correttezza, trasparenza e certezza del diritto».
18 ) La vicenda del caso mense acquisisce visibilità internazionale, viene citata dai mezzi di informazione di molti paesi europei.
Il 22 ottobre 2018 il «New York Times» dedica un articolo alla vicenda del Regolamento discriminatorio, dal titolo «A backlash over
immigrants barred from the lunch table» («Un attacco agli immigrati esclusi dalla mensa»).
19 ) Il 27 ottobre 2018 i sindaci delle città gemellate di Fontainebleau (Frédéric Valletoux) e di Costanza
(Andreas Osner)
rendono pubblico il loro dissenso per il comportamento dell’Amministrazione di Lodi, parlando di una «scelta xenofoba».
Il Coordinamento Uguali Doveri scrive ai Sindaci delle città gemellate per esprimere gratitudine per la presa di posizione
chiara ed inequivocabile (qui la lettera in italiano, francese e tedesco).
Pochi giorni prima il commissario UE agli Affari Europei
Pierre Moscovici si era dichiarato «scioccato» dalla decisione presa dal comune di Lodi
e anche il sindaco di Samassi, comune del Sud Sardegna, aveva scritto alla Casanova chiedendole «un confronto», al fine di
mostrarle
il modello inclusivo adottato nel suo comune per l’accesso alla mensa scolastica
Nei mesi di ottobre e novembre il Coordinamento Uguali Doveri con un lavoro capillare e dettagliato inizia a utilizzare parte dei fondi
ricevuti per sostenere le famiglie discriminate, versando a nome delle stesse al Comune di Lodi la differenza fra la quota giusta prevista
dall’ISEE e la quota ingiusta richiesta dal Regolamento discriminatorio.
20 ) Il Coordinamento Uguali Doveri il 30 ottobre 2018 partecipa a Milano, presso Palazzo Marino, all’iniziativa promossa da
'Milano bene comune', insieme a Mimmo Lucano, dal titolo
"Da Riace a Lodi: solidarietà e diritti". I video da Palazzo Marino qui.
21 ) Il 6 novembre 2018 nell’aula magna del liceo Verri il Coordinamento Uguali Doveri organizza un evento con
Gad Lerner e Moni Ovadia, un’occasione di riflessione e dialogo per sensibilizzare i cittadini. Gad Lerner dichiara
“Nel settembre del '38 per le leggi razziali vennero espulsi dalle scuole 6 mila bambini ebrei. A Lodi avete avuto
questa concomitanza di date ma in un periodo in cui l'ostilità verso gli stranieri è cresciuta. Non vorrei che l'Italia
diventasse una democrazia illiberale che porti ad esiti anche drammatici”. “Fanno cosi: testano un provvedimento e
verificano la reazione” – ha aggiunto Ovadia - “Per questo a Lodi avete fatto una cosa che cambia la storia: una
battaglia per dire che voi non vi piegherete a questa barbarie”
(
qui l'articolo de «Il Giorno»).
22 ) Domenica 11 novembre a San Martino in Strada (LO) va in scena il
Mad Festival (Music Against Discrimination):
14 band si alternano sul palco per dire no alla discriminazione. Alla serata hanno partecipato anche le associazioni
I Sentinelli di Lodi, Anpi provinciale del Lodigiano, Antifa Lodi e Clam.
23 ) Il programma di LA7 Piazza Pulita torna a Lodi per documentare nuovamente la realtà dei bambini
discriminati dall’amministrazione comunale: Michela Sfondrini, del CUD, interviene in studio durante la trasmissione.
Potete rivedere l’intervento in questa
pagina
24 )13 dicembre 2018: la prima sentenza del tribunale di Milano accoglie il ricorso presentato da ASGI e NAGA e
dichiara
discriminatorio il Regolamento approvato dal Comune di Lodi.
Il giudice ordina al Comune di modificare il Regolamento sull’accesso alle prestazioni sociali agevolate, garantendo che
italiani e stranieri siano soggetti alla medesima procedura per l’accesso alle prestazioni sociali perché non esiste nessun
principio ricavabile dalla legge che consenta al Comune di introdurre trattamenti differenziati (
qui l’ordinanza del tribunale).
In serata si tengono festeggiamenti in piazza Broletto a Lodi, con la presenza dell’avv. Alberto Guariso di ASGI (qui il video)